IL TIBET A REGGIO EMILIA
Votigno di Canossa – Emilia Romagna
Il borgo di Votigno di Canossa, incastonato tra le colline reggiane e le Terre di Matilde, non è un luogo come tutti gli altri, ma offre un contrasto unico per la sua storia. Fu costruito, grazie alla sua posizione strategica, come piccolo insediamento a supporto del vicino Castello di Canossa. Per secoli, ha custodito la memoria di quell’epoca, resistendo al tempo con la sua architettura austera e affascinante. Eppure, ciò che ha reso Votigno celebre a livello internazionale è, paradossalmente, un incontro inatteso: quello tra il Medioevo emiliano e la spiritualità tibetana. Qui infatti si trova la prima Casa del Tibet, la prima costruita in Europa.
IL BORGO DI VOTIGNO
LA CASA DEL TIBET
La scelta di Votigno come sede per la Casa del Tibet è stata guidata da una combinazione di fattori: la visione di un singolo individuo, Stefano Dallari, e la risonanza spirituale del luogo. Nel 1982 Dallari, un medico odontoiatra reggiano, si recò in Ladakh (il Tibet indiano) per una tesi sull’odontoiatria dei monaci buddisti. Lì scoprì la loro cultura e spiritualità. E decise di impegnarsi concretamente per il popolo tibetano.
Spinto da questo impegno, nel 1990 fondò la Casa del Tibet – Onlus nel borgo di Votigno. L’obiettivo era creare la prima realtà del genere in Europa, dedicata a preservare e a diffondere la millenaria cultura tibetana. L’idea di trasformare una parte del borgo nella Casa del Tibet nacque successivamente.
Votigno era un borgo medievale quasi disabitato e in gran parte da restaurare. Un ambiente isolato e tranquillo, che lo rendeva ideale per la meditazione e lo studio, richiamando l’atmosfera dei monasteri tibetani di montagna. Un luogo immerso nella storia e nella natura, lontano dal clamore delle grandi città, in grado di favorire un senso di spiritualità. Sebbene Votigno non sia ad alta quota, si trova in una zona collinare suggestiva, che in qualche modo evoca, seppur in scala ridotta, i paesaggi montani dell’Himalaya.
LA VISITA DEL DALAI LAMA
La Casa del Tibet è un centro culturale e spirituale senza scopi di lucro che ospita una collezione di arte e manufatti tibetani. Ma non è solo un museo, è un centro attivo di spiritualità che ospita reperti, oggetti d’arte e strumenti rituali. Il momento culmine della sua storia si è avuto nel 1999, quando il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, ha visitato il borgo, confermandone il ruolo di ponte tra le due culture.
Fu il Dalai Lama stesso a inaugurare ufficialmente il Museo del Tibet all’interno del borgo, un evento che ha conferito al centro un’enorme risonanza internazionale e spirituale, incoraggiando il lavoro per la soluzione non violenta dei conflitti. Il sogno di Dallari era quello di contribuire alla liberazione non violenta del Tibet e di diffondere la visione buddista che unisce Scienza e Spiritualità, un principio che risuona profondamente con gli insegnamenti del Dalai Lama.
IL BORGO
Lungo i sentieri del borgo si trovano statue di divinità, bandiere di preghiera, iscrizioni su pietra con frasi di grandi maestri orientali e pensatori che invitano alla riflessione. Tutto ciò contribuisce a creare un’atmosfera unica e serena.
Questa fusione di mondi è palpabile: i visitatori possono esplorare il Museo del Tibet, ricco di oggetti rituali e testimonianze di una cultura lontana, e poi ammirare l’antica struttura del borgo, la piccola chiesa di San Francesco e la pittoresca piazzetta dove spicca una grande scacchiera, utilizzata per le rievocazioni storiche. Oltre al museo del Tibet, il borgo ospita un Tempio Tibetano, luoghi per la meditazione, spazi per tavole rotonde, seminari ed eventi. Potete visitare anche il piccolo negozio dove sono in vendita oggetti di artigianato provenienti dall’India e dai campi dei rifugiati tibetani.
Votigno è un luogo vivo, che ospita regolarmente eventi che spaziano dalle cerimonie buddiste, spesso legate alla pace e alla meditazione, fino a rievocazioni che celebrano il passato matildico del territorio. Non è solo un sito da visitare, ma un invito a meditare sulla storia e sulla spiritualità, incorniciato dal paesaggio delle colline reggiane.
COSA VEDERE
Oggi Votigno è un luogo di pace e meditazione, perfetto per una gita fuori porta. Da non perdere:
– La Casa e il Museo del Tibet: è il cuore pulsante del borgo, dove si possono esplorare le esposizioni permanenti e temporanee sulla cultura, storia e religione tibetana.
– Architettura e Atmosfera: vale la pena passeggiare tra le vie del borgo per apprezzare l’architettura rurale e il restauro conservativo. La suggestiva Piazza della Dama è caratterizzata da una grande scacchiera a pavimento.
– Eventi: il borgo è animato regolarmente da eventi che uniscono le due anime di Votigno:
Rievocazioni storiche: spesso legate al periodo matildico o a giochi popolari come la dama.
Cerimonie e incontri buddisti: eventi di meditazione, conferenze e celebrazioni legate al calendario tibetano.
CASTELLI NEI DINTORNI
Il borgo si visita in breve tempo. Ma se volete continuare l’esplorazione di questa zona, nelle immediate vicinanze potete trovare castelli e bellezze naturali:
– Castello di Canossa: rovine del castello dove avvenne l’Umiliazione di Enrico IV (1077). Il sito offre una vista spettacolare sulla valle e ospita un piccolo museo archeologico.
– Castello di Rossena: imponente fortificazione in mattoni rossi, uno dei meglio conservati e più scenografici della zona. Si trova su uno sperone roccioso vicino a Canossa.
– Castello di Sarzano: sulle colline di Casina, offre una torre visitabile e un panorama suggestivo. Spesso ospita eventi e rievocazioni storiche.
– Castello delle Carpinete: un altro importante maniero matildico a Carpineti.
TREKKING E NATURA
Se amate la natura e il trekking, ci sono due mete imperdibili nella zona:
– Pietra di Bismantova: un massiccio roccioso unico, citato anche da Dante nella Divina Commedia. È un’icona dell’Appennino. Ideale per escursioni (il sentiero per la vetta è breve e accessibile) e per godere di una vista panoramica.
– Trekking e sentiero di Matilde: Votigno si trova nelle vicinanze di questo storico percorso che collega castelli, pievi e borghi delle terre matildiche. Il trekking che passa dal borgo di Votigno è quello che segue il sentiero CAI 652 passando da Bergogno e proseguendo verso Ceredolo dei Coppi. Da qui si prende il sentiero CAI SD03, il sentiero Matildico, e si percorre un breve tratto fino quasi al borgo di Cavandola dove si riprende il sentiero CAI 652 per rientrare a Votigno. Il percorso è di quasi 8 km di lunghezza e 500 mt di dislivello.
A pochi metri dall’ingresso del borgo di Votigno è presente un parcheggio gratuito dove potete lasciare l’auto. Il borgo è aperto al pubblico nei weekend e nei giorni festivi di tutto l’anno.
Se siete interessati ad altri luoghi curiosi da visitare in Emilia Romagna, vi consiglio di leggere anche l’articolo della mia collega Iole. Sul suo blog Ioleontour racconta un museo particolare: il Museo della Figurina di Modena.
E, se visitate uno di questi luoghi, non dimenticate di taggarci sulla pagina Instagram dell’account Viaggi.Cibo.Emilia!
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