TELEFONO DEL VENTO IN ITALIA
Capannoli – Toscana
Un’idea che viene da lontano. La prima volta che ho letto della creazione in Giappone del Telefono del Vento ho pensato che fosse un’idea poetica, delicata e struggente allo stesso tempo. Il concetto del Telefono del Vento (Kaze no Denwa) nasce nel piccolo paese di Otsuchi, grazie al progettista di giardini Itaru Sasaki. Dopo aver perso suo cugino nel 2010 a seguito di una malattia, Sasaki riuscì a trasformare il suo lutto in poesia per cercare di dare un senso al dolore della perdita.
Installò così nel suo giardino una vecchia cabina telefonica con all’interno un telefono scollegato da tutto per poter “parlare” con il cugino. Voleva raccontargli i suoi pensieri che ormai non potevano più essere trasmessi su una normale linea telefonica, ma potevano solo essere trasportati dal vento.
Nel 2011 dopo il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il Giappone, Sasaki decise di aprire il suo telefono a tutti coloro che in questa tragedia avevano perso un proprio caro per cercare un modo per continuare a comunicare con chi purtroppo non c’era più. La cabina divenne così un luogo di pellegrinaggio, permettendo a molte persone di elaborare il lutto attraverso conversazioni simboliche.
Il Telefono del Vento di Capannoli. Seguendo questa ispirazione, il Telefono del Vento è stato inaugurato nella località di Capannoli (in provincia di Pisa) nel dicembre 2023, grazie all’impegno dell’associazione culturale locale e del comune. La cabina telefonica è situata in un angolo tranquillo del parco comunale, circondata da alberi e vegetazione, offrendo un ambiente sereno e riflessivo. Questo suggestivo angolo è diventato un punto di incontro per coloro che cercano un modo intimo e simbolico per comunicare con i propri cari scomparsi, creando un ponte tra il mondo dei vivi e quello dei ricordi.
La cabina telefonica non è collegata a nessuna rete telefonica: il telefono è volutamente scollegato, simboleggiando la comunicazione con l’invisibile. Le persone sono invitate a entrare, sollevare la cornetta e parlare come se stessero conversando con i loro cari defunti. È un atto catartico per rimanere in contatto con chi non è più presente tra noi, un modo per esprimere sentimenti inespressi, condividere ricordi o semplicemente dire addio.
Il Telefono del Vento è più di una semplice installazione artistica: è un potente strumento di guarigione emotiva e una testimonianza della forza dei legami umani. In un mondo frenetico e spesso superficiale, offre un momento di introspezione e di contatto con ciò che è veramente importante. Visitare questa cabina è un’esperienza toccante che ricorda a tutti noi quanto sia prezioso il tempo con i nostri cari e quanto sia eterno il loro ricordo nel nostro cuore. È un promemoria della nostra umanità condivisa e della necessità di connessione anche con chi non è più fisicamente presente.
Come raggiungerlo.
– Impostate il navigatore per il cimitero di Santo Pietro, località Tegolaia (frazione di Capannoli)
– Parcheggiate qui e seguite la freccia che indica il sentiero per la cabina
– Dopo pochi minuti di camminata arriverete a destinazione
La sua visita non richiede molto tempo. Mentre siete qui, potete approfittarne per vedere due posti di cui vi ho già parlato Pisa o Villa Demidoff. Oppure Monteriggioni, come ho fatto io, di cui vi parlerò prossimamente.
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