UN WEEKEND NELLA BASSA REGGIANA
Reggio Emilia e Parma – Emilia Romagna
Hai sempre pensato che nella Bassa Reggiana non ci sia niente da vedere, se non la nebbia in inverno? Sbagliato!
Ti aiuto io a farti scoprire cosa si può visitare in questa zona ricca di arte, cultura e ovviamente buon cibo. Ho partecipato infatti ad un blog tour organizzato dall’unione dei Comuni Terre di Po e dei Gonzaga che mi ha portato a conoscere luoghi di questo territorio ricchi di storia e che sicuramente vi terranno impegnati per un weekend (o anche di più) se vorrete visitarli. Il mio tour ha avuto come tema il cinema, l’arte e il cibo e ho visitato i comuni di Poviglio, Brescello, Sissa Trecasali (l’unico del parmense), Reggiolo, Guastalla e Novellara.
Pronti a partire con me?
IN VIAGGIO PER LA BASSA
1° TAPPA: POVIGLIO. Museo della Terramara Santa Rosa
Dal 1984 è in corso un progetto di ricerca nella terramara S. Rosa a Fodico di Poviglio. Il Museo, che si trova presso il Centro Culturale di Poviglio, espone i reperti rinvenuti di questa antichissima civiltà, i cui primi insediamenti risalgono al 1600 a.C.
Una delle prime domande che mi sono posta è stata: perché il nome Terramara? Il nome deriva dal tipo di terreno su cui sorgevano gli insediamenti: la terra qui era scura (merna in dialetto), poiché ricca di detriti e cenere. Da lì i nomi terra merna e il definitivo terramara. Una particolarità di questi insediamenti è che i villaggi avevano forma quadrata e le abitazioni sorgevano su palafitte, ma non sull’acqua come si potrebbe pensare, bensì sulla terraferma. La posizione sopraelevata permetteva loro di essere riparati dall’umidità e dal bestiame. E, cosa curiosa, nel pavimento delle palafitte c’era un buco da dove buttavano sul terreno i detriti e la cenere, così la terra divenne scura… e da qui spiegato il nome terramara.
Nel Museo potrete vedere molti reperti, in particolare anfore e statuette di cavalli. Una particolarità delle anfore è che seguivano una sorta di moda che faceva sì che nel corso del tempo cambiasse la decorazione dei manici. Le statuette dei cavalli invece rimandano alle loro credenze riguardanti l’importanza della natura in cui probabilmente credevano come divinità: oltre ai cavallini sono state trovate anche delle ruotine di carro che rimandano al carro solare.
Non conoscevano la scrittura, ma forse le prime forme di conto. E questo è uno dei problemi principali, perché non sono stati ritrovati reperti o documenti scritti che possano spiegarci la loro cultura e come vivevano. Dai reperti si può comunque capire che avevano scambi commerciali con altri popoli e come era presente una sorta di élite sociale.
2° TAPPA: BRESCELLO. Il Paese di Don Camillo e Peppone
Il Paese di Brescello è un vero e proprio set a cielo aperto: impossibile non sentirlo nominare e pensare subito ai film di Don Camillo e Peppone. Potete trovare riferimenti ai film dovunque nel paese, non solo negli interessanti musei, ma anche nella piazza, nei nomi dei locali del centro… I personaggi di Don Camillo e Peppone fanno la loro comparsa nel libro Mondo Piccolo di Antonino Guareschi. Un libro forse ancora poco conosciuto in Italia, ma è il terzo libro italiano più tradotto al mondo, dopo Pinocchio e Il nome della Rosa.
La piazza di Brescello é la location che compare più spesso nei film che sono stati girati qui per circa 20 anni. Il primo film Don Camillo infatti è stato girato nel 1951, l’ultimo invece Il compagno Don Camillo del 1965. In realtà l’ultimo film della saga doveva essere Don Camillo e i giovani d’oggi, ma purtroppo il film rimase incompiuto a causa della morte di Fernandel (l’attore che interpretava Don Camillo) nel 1970.
Ma perché fu scelta proprio Brescello come location della saga? Antonino Guareschi nel suo libro parlava di un luogo generico della Bassa, Ponteratto. Ma fu il regista dei primi film, Julien Duvivier, a scegliere Brescello perchè la sua piazza era perfetta per rappresentare il dualismo tra il parroco e il sindaco: da una parte si trova la chiesa e dall’altra il municipio con una strada che divide in due la piazza rendendo ancora più evidente la divisione tra le due fazioni.
Visitate la chiesa: al suo interno troverete il famoso Crocifisso parlante. Se anche avete visto solo qualche spezzone dei film, è impossibile che non lo riconosciate! In origine il Crocefisso aveva cinque teste con espressioni diverse che si staccavano e venivano cambiate in base alle esigenze. È stato realizzato con legno tenero e non è pesante come sembra, perché le scene all’interno della chiesa venivano girate a Cinecittà e quindi veniva spostato spesso.
Una curiosità. Il protiro della chiesa invece fu fatto costruire dal regista, perché secondo lui le mancava qualcosa per essere perfetta come location. I brescellesi se ne affezionarono così tanto che alla fine degli anni ’60 venne ricostruito in muratura per diventare parte integrante della chiesa.
3° TAPPA: SISSA TRECASALI. Pausa golosa in un caseificio e Rocca dei Terzi
Per la terza tappa del mio tour mi sono spostata nel parmense e precisamente a Sissa Trecasali con due scopi: scoprire la produzione del Parmigiano Reggiano, una delle eccellenze del territorio, e visitare la Rocca dei Terzi.
Arrivati in paese la prima sosta è stata al Caseificio San Luigi dove ho imparato come nasce il Parmigiano Reggiano e il rigido disciplinare a cui deve sottostare la sua preparazione, a partire dal tipo di alimentazione delle mucche, il cui latte deve essere di ottima qualità per poter essere utilizzato. Dopo aver seguito tutte le fasi di preparazione del Parmigiano Reggiano, sono arrivata al magazzino e vi assicuro che è un vero spettacolo vedere tutte quelle forme di formaggio in un unico posto! E ovviamente, prima di andare via, non potevo non fare una piccola pausa per assaggiare il prodotto finale.
Dopo mi sono spostata a visitare la Rocca, costruita nel 1300 quando la famiglia dei Terzi prese possesso di questi territori. Cosa vedere nella Rocca? Di sicuro tutti gli affreschi che si trovano alle pareti, ma anche una cosa molto particolare…
Se andate in cima alla torre, oltre ad avere una bella vista del panorama circostante e vedere da vicino la campana, vedrete tante incisioni sui muri: sono i graffiti lasciati dai pellegrini che cercavano una strada alternativa per percorrere la Via Franchigena e che furono ospitati qui.
4° TAPPA: REGGIOLO. La Fiera della Zucca
Tornata nel reggiano, a Reggiolo ero attesa da una delle feste più famose della zona: la Fiera della Zucca. Ogni anno per due weekend di settembre qui si celebra la zucca in tutte le sue forme, soprattutto in quella culinaria. Infatti, una cena o un pranzo nel ristorante allestito per l’occasione è imperdibile!
Io ho avuto anche la fortuna di fare una cooking class. Aiutata dagli esperti della Confraternita della zucca “Teofilo Folengo” ho preparato per la prima volta i tortelli di zucca. E se vi stancate di girovagare tra i banchetti presenti in piazza per l’occasione, potrete rilassarvi al Parco Sartoretti, dove incontrerete anche simpatiche caprette, galline e conigli.
5° TAPPA: GUASTALLA. Palazzo Ducale e Piante e Animali Perduti
Tappa successiva a Guastalla per due motivi: visitare Palazzo Ducale e concedersi una passeggiata per le vie del centro in occasione di Piante e Animali Perduti.
Piante e Animali Perduti è una manifestazione che si tiene ogni anno alla fine di settembre e che vede il centro del paese animarsi con stand gastronomici, fiori, piante e animali (ingresso a pagamento). La particolarità è che troverete frutti e fiori oggi poco diffusi, ma che erano tipici del passato, scoprendo così specie ora poco conosciute. E non perdetevi la zona dedicata agli animali da cortile: c’è anche la gara di canto dei galli e ovviamente vince il gallo che canta per più tempo.
E dopo un giro per gli stand, fate una sosta a visitare Palazzo Ducale, una delle residenze dei Gonzaga. Agli inizi del XVI secolo fu la residenza dei conti Torello, ma fu con i Gonzaga che divenne una vera e propria corte, dove si concentrò il potere signorile che divenne poi ducale dal 1621. Fermatevi ad ammirare le sale riccamente affrescate (la mia preferita è la Sala delle Grottesche). Inoltre, spesso il Palazzo ospita interessanti mostre fotografiche.
6° TAPPA: NOVELLARA. Museo Gonzaga
Il Museo Gonzaga si trova dentro la Rocca al piano nobile nell’antico appartamento dei conti di questa importante famiglia: i Gonzaga, infatti, governarono Novellara dalla fine del 1300 al 1728. Fu infatti a fine 1300 che Guido Gonzaga iniziò i lavori per la costruzione della Rocca che venne terminata nel 1464 solo per il piano terra. Il primo piano venne costruito a metà del 1500 insieme al loggiato che ospita ora il Museo.
Le opere esposte rispecchiano il gusto della famiglia ed erano il modo per dimostrare agli altri la loro potenza. Al suo interno troverete teste di statue, affreschi, anfore e una sala in cui i Gesuiti conservavano gli ingredienti naturali (erbe e spezie) che utilizzavano nella medicina antica.
Inoltre nel museo si trova un’importante opera di Lelio Orsi, pittore novellarese preferito dai Gonzaga. Ora infatti è possibile ammirare Leda e il cigno, dipinto andato dispersa per molti anni e ritrovato in una casa d’asta mentre stava per essere messa in vendita. Adesso finalmente si trova dove deve essere, all’interno di un museo.
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