VALENCIA IN 3 GIORNI

Spagna – Itinerario completo tra arte, tapas e natura

Valencia

Visitare Valencia in 3 giorni: ne vale la pena? Certo che sì!
Tre giorni sono perfetti per vedere le attrazioni principali con calma, vivere la città senza correre e dedicare tempo anche al mare e al cibo. È una meta perfetta sia per un weekend lungo che per un viaggio più lento, soprattutto se ami fotografare luoghi pieni di atmosfera e scoprire destinazioni ancora autentiche. Valencia riesce, infatti, ad integrare perfettamente la varie anime della città: colorata ma elegante, vivace ma rilassata, autentica ma ricca di scorci futuristici.
I periodi migliori per visitarla sono: primavera, inizio estate (sconsiglio agosto, troppo caldo) e settembre. In questi mesi le temperature sono piacevoli e la città è perfetta da vivere all’aperto. Ma, se anche vai fuori da queste stagioni e temi il maltempo, non preoccuparti. Si dice infatti che Valencia abbia 360 giorni di sole l’anno.

Spesso meno considerata rispetto a Barcellona o Madrid, in realtà Valencia è una delle città più belle della Spagna. Qui trovi:

– spiagge cittadine facilmente raggiungibili
– un centro storico pieno di atmosfera in cui potersi muovere anche a piedi
– quartieri creativi e colorati
– architetture futuristiche iconiche
– ottimo cibo a prezzi ancora accessibili

Se stai organizzando un viaggio, in questa guida ti racconto cosa vedere in 3 giorni, con un itinerario pratico, consigli, curiosità e riferimenti al cibo tipico valenciano.

INDICE
VALENCIA TOURIST CARD

Per spostarti in città, ottimizzando i tempi e risparmiando sul costo degli ingressi alle attrazioni e ai monumenti, ti conviene acquistare al tuo arrivo la Valencia Tourist Card. Ne esistono di vari prezzi e durata: 24, 48 e 72 ore. La card si attiva nel primo momento che la utilizzi. Ti permette di muoverti gratis con tutti i mezzi pubblici della città, di entrare gratuitamente in molti monumenti e di avere sconti in altri, come la Città delle Arti e delle Scienze.
Ti lascio il
link dell’Ente del Turismo di Valencia, così puoi guardare i vari prezzi e scegliere quella più adatta alle tue esigenze.
Per me è certamente la soluzione migliore! Io ad esempio ho optato per quella da 72 ore.

Mercato Centrale

Chiesa di San Nicola

Loggia della Seta

La Estrecha

GIORNO 1: IL CUORE STORICO DI VALENCIA

Il centro storico di Valencia è ricco di luoghi da visitare che si possono vedere anche comodamente a piedi, se hai voglia di camminare.

  • Mercato centrale. Conserva ancora le caratteristiche di un vecchio mercato rionale. Dentro puoi trovare di tutto: pesce, carne, pane, salumi e street food… É una vera cattedrale del cibo con i suoi mosaici colorati e le alte cupole. Ha più di 100 anni ed è grande oltre 8.000 metri quadrati. Le sue dimensioni lo rendono il mercato coperto più grande d’Europa.
    Un giro qui, anche solo per assaggiare qualche tapas, è d’obbligo. Ma ricordati di leggere bene gli orari di apertura: è aperto solo fino alle ore 15 e la domenica è chiuso. Una curiosità. Il simbolo del Mercato è il pappagallo. Vuole riprendere il vociare dei negozianti che ripetevano sempre le stesse parole per attirare i clienti.

 

  • Murales. Valencia è famosa per le sue opere di street art che si trovano in particolare nel quartiere Barrio del Carmen. Il loro scopo è duplice: non solo hanno abbellito i muri, ma sono servite anche a ridare nuova vita a un quartiere degradato.

 

  • Chiesa di San Nicola. Costruita nel 1200 in stile gotico, ti lascerà senza parole. È considerata la Cappella Sistina spagnola. A restaurarla infatti è stato l’ultimo restauratore della celebre Cappella Sistina romana. Ha una particolarità: è dedicata a due Santi, San Nicola da Bari e San Pietro Martire. Gli affreschi all’interno della chiesa raccontano proprio la loro vita e i miracoli compiuti. Per vedere la chiesa in una veste molto particolare, ogni ora potete assistere allo spettacolo immersivo di videomapping “Le luci di San Nicola”. Informatevi all’ingresso o sul sito per conoscere gli orari delle proiezioni.

 

  • Casa de los Gatos. Se come me amate i gatti, non potete perdervi questa piccola e graziosa casetta. La sua facciata è stata realizzata nel 2003 dallo scultore Alfonso Yuste Navarro e funge proprio da rifugio per i gatti del quartiere.

 

  • La Estrecha. Potrebbe quasi passare inosservata, non per niente è la casa più stretta d’Europa. È larga ben 107 cm. Come mai è così stretta? In passato, si pagavano le tasse sulle abitazioni in base ai metri quadrati della facciata. Così i proprietari della casa, per pagare il meno possibile, ridussero l’ingresso al minimo indispensabile. Addirittura la leggenda narra che l’inquilina originaria dovesse finire di vestirsi all’esterno perché la sua ampia gonna non passava dalla porta.

 

  • Plaza Redonda. La sua particolarità? Come dice il nome stesso, è una piazza dalla perfetta forma circolare. Fin dall’epoca musulmana, questa zona era il cuore commerciale della città. Nel XIX secolo fu costruita la piazza come la conosciamo oggi, progettata dall’architetto Salvador Escrig.

 

  • Plaza de Toros. L’arena dove si svolgono le corride. Costruita tra il 1850 ed il 1860, è alta 17,65 mt e ha un diametro di 52 mt. All’esterno si notano subito i quattro piani porticati con archi in mattone. All’interno invece sono disposte 24 gradinate.

 

  • Stazione del Nord. È il principale nodo ferroviario della città. Anche se non devi prendere il treno, merita una visita per la sua architettura, esempio del modernismo valenciano, e per ammirare i colori vivaci dei suoi mosaici in azulejos. Non confonderti, non esiste una “Stazione del Sud”. Il suo nome deriva dall’antica Compañía de los Caminos de Hierro del Norte, che la inaugurò nel 1917 per collegare il nord della Spagna.
    Due curiosità: cerca le scritte di auguri di buon viaggio nelle diverse lingue e nota le numerose arance che decorano l’elegante facciata della stazione.

 

  • Loggia della Seta. Un vero capolavoro nel centro della città, diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1996. Qui si svolgevano accordi e transazioni che portarono Valencia al suo massimo splendore economico. Si chiama Loggia della Seta perché furono proprio i mercanti della seta, i più ricchi del periodo, a costruirla. Al suo interno si trovavano il Tribunale del Mare (per le diatribe marittime), quello della Terra e la Sala del Cambio. L’edificio è stato costruito in stile gotico veneziano, ma se guardi il giardino, noterai subito quanto è stata forte la dominazione araba.

 

Durante il mio soggiorno non sono riuscita a vedere due monumenti, simbolo della città, che ti consiglio di visitare: le Torri de Serranos e la Cattedrale. Infatti, quando sono stata io a Valencia c’era il weekend dedicato alla festa della Virgen de los Desamparados (Madonna degli Abbandonati) la patrona della città. Ho potuto quindi vedere la città tingersi a festa con cortei in abiti tipici e fuochi d’artificio. Ma non sono riuscita a visitare questi due monumenti che erano nella zona fulcro della festa.

  • Torri de Serranos. Furono costruite nel XIV secolo non solo come struttura difensiva, ma anche come simbolo del prestigio e della crescita della Valencia medievale. Le due imponenti torri poligonali fiancheggiavano l’accesso principale alla città. Da qui entravano re e ambasciatori, ma anche mercanti e viaggiatori (i serranos che diedero il nome alle torri).

 

  • Cattedrale di Valencia. Uno dei principali punti di riferimento della città, grazie alla sua iconica torre campanaria: il Miguelete. Costruita tra il XIII e il XV secolo sui resti di un tempio romano, conserva un affascinante mix di stili architettonici: dal romanico, al gotico, con alcuni tocchi barocchi. Qui la leggenda narra sia custodito il Sacro Graal.

Città delle Arti e delle Scienze

Oceanografico

Parco Gulliver

Giardini di Monforte

GIORNO 2: TRA NATURA E MODERNITÀ

Il secondo giorno mi sono soffermata sulla parte più esterna rispetto il centro di Valencia, ovvero la Città delle Arti e delle Scienze, che non vedevo l’ora di scoprire. Prima di arrivarci, ho fatto però due soste in altri angoli della città:

  • Giardini di Monforte. Questi giardini sono stati davvero una bellissima scoperta, soprattutto visti in un momento in cui le bouganville erano completamente in fiore. I giardini sono in stile neoclassico e sono un tripudio di fiori, ma anche di statue e fontane. Non innamorarsene credo sia impossibile.

 

  • Parco Gulliver. Se hai dei bambini, ma anche se vuoi tornare tu bambino, questo parco fa al caso tuo. Perchè Parco Gulliver? Perchè qui trovi la statua del famoso gigante nato dalla penna di Johnatan Swift. La statua è lunga 70 metri e alta 9 metri. È piena di scale, scivoli, corde per arrampicarsi… Insomma, un vero parco giochi!
    Ho apprezzato molto il fatto che all’ingresso del parco e nei bagni ci fosse il pannello per comunicare scritto per essere compreso dalle persone affette da autismo.

 

  • Città delle Arti e delle Scienze. La parte futuristica di Valencia, progettata da Santiago Calatrava, sembra davvero uscita da un film di fantascienza. Si compone di sei strutture principali:
    Oceanogràfic, forse uno dei luoghi più famosi della città.
    Museo delle Scienze Príncipe Felipe: un museo interattivo dedicato alla scienza e alla tecnologia.
    L’Hemisfèric: un cinema IMAX e un planetario a forma di occhio umano, dove vengono proiettati filmati immersivi a 360 gradi.
    Palazzo delle Arti Reina Sofía: il teatro dell’opera di Valencia.
    L’Umbracle: un’ampia passeggiata coperta da archi fluttuanti, che ospita un giardino con piante autoctone e palme.
    L’Ágora: una grande struttura polivalente utilizzata per eventi e mostre.

 

Io ho concentrato la mia visita in un luogo solo, visto che non avevo tempo per vederli tutti.

  • Oceanografico. Sull’Oceanografico avevo aspettative molto alte e devo dire che non sono state affatto deluse. È il più grande d’Europa e ospita più di 750 specie diverse tra pesci, uccelli e mammiferi. È un vero centro di ricerca dove si occupano dello studio e della protezione dei mari e degli oceani. Hanno ricreato tutti gli ambienti naturali, dall’artico ai tropici. Considera circa 4 ore per la sua visita. Io ci ho dedicato tutto il pomeriggio.

 

  • Parco del Turia. Sempre nei pressi della Città delle Arti e delle Scienze si trova il Parco del Turia, il polmone verde di Valencia. Lungo in totale 9 km, il suo percorso segue quello del letto dell’antico fiume Turia, deviato a sud della città dopo le devastanti alluvioni del 1957.

Playa de la Malvarrosa

Birdwatching all’Albufera

Albufera

Tramonto in barca all’Albufera

GIORNO 3: MARE, ALBUFERA E TRAMONTO

L’ultimo giorno l’ho dedicato alle bellezze naturalistiche di Valencia. Non potevo infatti lasciare la città senza aver visto, almeno una volta, il mare. Dal centro della città si può raggiungere comodamente in autobus una delle spiagge più famose: Playa de la Malvarrosa.
Qui l’atmosfera cambia completamente: palme, passeggiate lungomare e ristoranti vista spiaggia (come lo storico Casa Carmela di cui vi parlo più avanti).

A circa una decina di km dal centro della città si trova il Parco Naturale dell’Albufera (in arabo Piccolo Fiume). È un posto magico, soprattutto al tramonto. Quindi se hai tempo, ti consiglio di visitarlo, come me, affidandoti a Get Your Guide che ti offre il pick up direttamente dal centro città. Ti lascio qui il link dell’escursione che ho fatto io. E ricordati che usando il codice VIAGGIANDOCONME5 hai il 5% di sconto sulla tua prima prenotazione tramite app.
La zona dell’Albufera è ricca di risaie ed è da qui che proviene il riso utilizzato per cucinare la paella. Durante l’escursione ho avuto modo di:

  • Vedere le barracas valenciane, le tipiche abitazioni dove vivevano pescatori e agricoltori.
  • Fare birdwatching. C’è un bel percorso a piedi che ti porta in un’oasi naturalistica ricca di flora e fauna (oltre 300 specie di uccelli abitano qui).
  • Navigare con una barca tradizionale in mezzo ai canali al tramonto. Esperienza super romantica vedere il sole calare sull’acqua.

Paella

Aqua de Valencia

CIBO: COSA ASSAGGIARE?

Quando si parla di Spagna, si pensa subito alla paella e alle tapas. Ma sai da dove deriva il termine tapas? Io non ne avevo idea… Una volta, quando si apriva una bottiglia di vino, era consuetudine appoggiarci sopra una fetta di prosciutto, così da evitare che vi entrassero i moscerini. La bottiglia veniva quindi tappata con qualcosa che si mangia. E da lì il termine tapas per indicare qualcosa di veloce e semplice da mangiare.

Tra i piatti e le bevande che non puoi perderti:

  • Paella. È nata proprio qui, come piatto contadino preparato nelle campagne valenciane. Veniva cucinata in grandi padelle basse appoggiate direttamente sul fuoco a legna.
    La paella è presente nei menù di quasi tutti i ristoranti in città. Ma se vuoi assaggiare proprio quella tradizionale, ti consiglio il ristorante Casa Carmela, vicino alla spiaggia de La Malvarrosa. Qui viene cucinata nella sua ricetta tradizionale da oltre 100 anni. Se vuoi assaggiarla qui, la prenotazione è obbligatoria. Dai un’occhiata prima al sito del ristorante per conoscere le loro politiche di prezzi (spesa minima a testa 50€) e di cancellazione.
    Una curiosità: la paella tradizionale non contiene pesce, ma carne.

 

  • Aqua de Valencia. È il drink simbolo della città: un cocktail a base di succo d’arancia fresco, cava, vodka e gin. Non lasciarti ingannare dal nome: è tutto tranne che acqua. Il mio consiglio è di assaggiarla al Cafè de las Horas, che la prepara secondo una sua ricetta segreta. Questo locale ha aperto nel 1994 ed è un punto di riferimento sia per i valenciani che per i turisti. Quando entri, rimarrai a bocca aperta per la sua atmosfera neo-barocca: lampadari, soffitti decorati, luci soffuse e un mood che sembra uscito da un film.
    Da fine 2025 ha aperto anche una seconda sede. La trovi all’interno dell’Hotel Axel.

 

  • Horchata e fartons. Una delle esperienze più tipiche da fare è bere una horchata fresca accompagnata dai fartons. L’horchata valenciana è una bevanda dolce preparata con la chufa (un tubero), zucchero e acqua. I fartons invece sono dolci soffici e allungati perfetti da inzupparci dentro. In questo caso ti consiglio di assaggiare quella preparata alla Horchateria de Santa Catalina in centro.

Stazione del Nord

ASSICURAZIONE DI VIAGGIO

Ti lascio con i miei ultimi consigli per vivere a pieno Valencia: non partire senza un’assicurazione di viaggio. Non commettere infatti l’errore di pensare che le assicurazioni non siano necessarie se viaggi in Europa. Una buona assicurazione è fondamentale non solo per essere coperto in caso di infortunio o malattia. ma anche per tutelarsi in caso di annullamento del viaggio.

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eSIM SEMPRE CON TE

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