SABBIONETA

Sabbioneta

Recentemente ho approfittato di una domenica per visitare Sabbioneta, cittadina in provincia di Mantova, non lontana da casa e quindi facilmente visitabile in giornata nel mio caso. Vi ero già stata anni fa, ma un giro per il suo centro è sempre piacevole per ammirare le opere d’arte che ospita tra edifici storici e collezioni museali. La sua importanza dal punto di vista storico-artistico ha avuto il suo massimo riconoscimento nel 2008, quando è stata inserita tra i siti patrimonio dell’Unesco.
Sabbioneta rappresenta la città ideale rinascimentale, costruita dal Duca Vespasiano Gonzaga con lo scopo di fondere insieme arte, architettura e impianto urbanistico in un luogo che potesse incarnare la massima espressione della classicità. Ciò ha dato vita ad una cittadina di grande valore artistico e architettonico, in cui regnano nelle sue vie e palazzi l’armonia e l’eleganza tipiche delle città ideali del Cinquecento. 

 

CHIESA DELLA BEATA VERGINE INCORONATA. Costruita tra il 1586 e il 1588, dall’esterno può sembrare una chiesa dall’aspetto spoglio e austero, ma non lasciatevi ingannare: il suo interno infatti vi stupirà per i suoi ricchi decori e la sua luminosità. Le pareti infatti hanno una bellissima decorazione trompe-l’oeil settecentesca che le porta a spiccare verso l’alto e a dare risalto alla luce proveniente dalla sua cupola a 38 metri d’altezza.
La chiesa doveva servire come luogo di sepoltura per la dinastia Gonzaga. Questo spiega anche il perché della sua pianta a forma ottagonale, che, richiamando i simboli biblici e storici, rappresenta l’infinito e la salvezza. Al suo interno è conservata la tomba-mausoleo di Vespasiano Gonzaga. Il Duca è qui sepolto con il prezioso pendente del Toson d’Oro, la Massima Onorificenza che Imperatori e Re di Casa d’Asburgo concedevano ai personaggi che volevano onorare. Il Duca di Sabbioneta lo ottenne dal re di Spagna, Filippo II, nel 1585. Una particolarità di questa onorificenza è che alla morte del cavaliere doveva essere restituita. Non fu così però per Vespasiano, tanto che ancora oggi è possibile ammirare il monile nella Sala del Tesoro del Museo del Ducato.

 

PALAZZO DUCALE. Al centro dell’omonima piazza si trova Palazzo Ducale, dimora del Duca di Sabbioneta. L’edificio era situato nel fulcro della vita cittadina: proprio per questo era la sede amministrativa, politica e giudiziaria del governo, nonché luogo di scambi e commerci. Realizzato tra il 1560 e il 1561, dopo che un incendio devastò l’edificio precedente, si sviluppa su quattro livelli: seminterrato, piano terra, piano nobile e piano ammezzato.
Ad accogliere i visitatori è una copia della statua in gesso del Duca raffigurato nelle vesti di imperatore romano (l’originale in bronzo si trova attualmente nella Chiesa dell’Incoronata).
In particolare tra le sue stanze, merita certamente una menzione il Salone delle Aquile dove è possibile ammirare ciò che resta della Cavalcata: dieci statue equestri di legno, realizzate nel 1587, che ritraggono Vespasiano e i suoi antenati a testimonianza delle loro virtù militari. Al centro spicca la figura di Vespasiano raffigurato in armatura da parata e con il collare dell’Ordine cavalleresco del Toson d’Oro. 
Anche dopo la morte del Duca il palazzo rimase la sede del governo della città, fino a quando con l’Unità d’Italia divenne il municipio e vi rimase fino al 1960.

 

TEATRO ALL’ANTICA. L’avevo già visitato anni fa e ne ero rimasta affascinata anche allora: è il primo teatro stabile costruito in Europa, tanto da essere diventato un modello di riferimento per l’intero continente. Fu realizzato come teatro di corte dall’architetto Vincenzo Scamozzi (allievo del Palladio) tra il 1588 e il 1590 e una compagnia teatrale stabile stipendiata dal Duca rimase a Sabbioneta fino alla morte di Vespasiano. Purtroppo dopo la sua scomparsa, il teatro andò incontro ad un periodo di decadenza e venne utilizzato per gli usi più diversi: magazzino, caserma, granaio e cinema.
Già l’iscrizione presente nel teatro Roma Quanta Fuit Ipsa Ruina Docet (“Le stesse rovine insegnano quanto grande fu Roma”) è un omaggio alla cultura rinascimentale a cui il Duca era fortemente legato. A stupire il visitatore è la loggia, costituita da un colonnato corinzio semicircolare sulla cui sommità si trovano dodici statue in stucco raffiguranti le principali divinità dell’Olimpo. Un particolare costruttivo: per essere viste correttamente da terra le dimensioni delle statue sono state falsate.
La scena fissa presente sul palco è una riproduzione di quella originale, distrutta nella seconda metà del 1600. Raffigura una via urbana di Sabbioneta con edifici nobili e borghesi. A dare maggiore senso di profondità alla scena sono l’inclinazione del palco e della controsoffittatura a botte.

 

PALAZZO GIARDINO. Conosciuto anche come Casino, Palazzo Giardino si trova in quella che era la parte della città riservata al Duca: era qui infatti che amava ritirarsi per leggere, studiare e trascorrere il proprio tempo libero dagli impegni di governo. La sua costruzione richiese alcuni anni, dal 1578 al 1587, anche a causa dell’importante lavoro svolto al suo interno. Se infatti l’aspetto esterno dell’edificio appare particolarmente sobrio (a parte il cornicione in quercia che si staglia sulla struttura molto essenziale), a lasciare stupiti sono i ricchi decori dell’interno che mostrano, con i loro richiami iconografici realizzati dai migliori artisti dell’epoca, la vasta cultura letteraria di Vespasiano. Palazzo Giardino era anche il luogo di rappresentanza del Duca, in cui intratteneva i suoi illustri ospiti, mostrando loro la sua vasta collezione di marmi, oltre che di reperti naturalistici e archeologici. La collezione del Duca, conservata allora nelle sale del Palazzo e nella Galleria degli Antichi, oggi si può ammirare nella galleria della Mostra all’interno di Palazzo Ducale a Mantova.
Proprio per contenere una parte della sua collezione (in particolare le opere acquistate dopo il rientro dalla corte reale spagnola), fu costruita La Galleria degli Antichi, soprannominata anche Corridor Grande nella piazza del Castello. Lunga 97 metri e riconoscibile dall’esterno per le sue 26 arcate, la Galleria non aveva quindi alcuna funzione di collegamento, ma solo espositiva.


BIGLIETTI. Se decidete di visitare i diversi monumenti e musei di Sabbioneta, vi consiglio l’acquisto di un biglietto cumulativo, che include la visita a Palazzo Giardino, Galleria degli Antichi, Palazzo Ducale, Teatro all’Antica, Chiesa dell’Incoronata, Museo del Ducato, Oratorio di San Rocco, Sinagoga, Porta Imperiale, Porta Vittoria e Chiesa di Villa Pasquali.
Costo: intero 15€, ridotto 10€

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